Fistola dopo lintervento chirurgico alla prostata

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La febbre rappresenta uno dei sintomi più comuni di un'alterazione dei parametri fisiologici dell'organismo, e molteplici possono essere le cause che la determinano:. E' importante ricordare che la misurazione della febbre va effettuata con mezzi corretti e possibilmente non fistola dopo lintervento chirurgico alla prostata momenti in cui la temperatura dell'organismo potrebbe essere fisiologicamente più elevata al risveglio, dopo i pasti.

Eh no E' uno dei parametri fondamentali che ci consentono di sospettare un'infezione in atto Ogni volta che un paziente chirurgico ha febbre, si va a ricercare la fonte dell'infezione: A livello della ferita chirurgica, del catetere vescicale, del CVC catetere venoso centrale sono le sedi più frequenti. La febbre è un comune fenomeno durante le prime 48 ore dopo un intervento chirurgico. Tuttavia dopo le 96 ore postoperatorie, la febbre verosimilmente ha fistola dopo lintervento chirurgico alla prostata infettiva.

Una radiografia del torace non è obbligatoria nella diagnostica, fistola dopo lintervento chirurgico alla prostata meno che ila frequenza respiratoria, l'auscultazione, l'emogasanalisi alterata, o le secrezioni polmonari non nessuggeriscano un'alta probabilità di utilità.

L'atelettasia è spesso considerata causa di febbre postoperatoria. Il clinico deve considerare la possibilità che il paziente possa essere andato incontro a fenomeni di aspirazione nel periodo perioperatorio o che il paziente possa incubare un processo infettivo nosocomiale, per esempio Influenza A o Legionella pneumonia, prima dell'intervento. L'infezione delle vie urinarie è frequente nel postoperatorio a causa dell'uso di cateteri urinari La durata della cateterizzazione è il più importante fattore di rischio per lo sviluppo di cistiti o pielonefriti nosocomiali.

Un esame d'urina o l'urinocoltura non sono obbligatori per la diagnostica della febbre durante i primi giorni del postopreratorio a meno che c'è ragione, supportata dalla storia clinica o dall'esame obiettivo di sospettare un'infezione urinaria.

L'infezione della ferita è rara nei primi giorni dopo l'intervento, eccetto per le infezioni da streptococco A e da Clostridi che possono svilupparsi in giorni dopo l'intervento.

Queste infezioni dovrebbero essere sospettate in base all'ispezione della ferita chirurgica. Febbri nuove o persistenti per più di 4 giorni dopo l'intervento devono sollevare fistola dopo lintervento chirurgico alla prostata forte sospetto di patologia chirurgica persistente o di una nuova complicanza.

La sola importante eccezione a questa regola è lo sviluppo di erisipela, mionecrosi da clostridi, o toxic shock syndrome da Streptococcus gruppo A o Staphylococcus aureus I tamponi della ferita per la coltura di solito sono utili sel aclinica evidenzai segni o sintomi suggestividi infezione.

Quando è presente erisipela o mionecrosi, la diagnosi è spesso sospettata sulla base della sola ispezione e questi pazienti di solito appaiono "settici". La Crush injury syndrome e il tetano sono due altre rare complicanze delle ferite fistola dopo lintervento chirurgico alla prostata che possono causare febbre. Altre cause potenzialmente gravi di febbre postoperatoria includono trombosi venosa profonda, flebite suppurativa, embolia polmonare e infezioni catetere correlate.

E' importante ispezionare tutti i siti di precedenti cateteri e valutare immediatamente con studio dei flussi a mezzo di eco-colore doppler un nuovo edema degli arti. Rispondi Salva. Migliore risposta. La febbre rappresenta uno dei sintomi più comuni di un'alterazione dei parametri fisiologici dell'organismo, e molteplici possono essere le cause che la determinano: più frequentemente si tratta di una risposta del sistema immunitario ad aggressioni di origine batterica o virale.

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