Storie di massaggio infermiera prostata

Eiaculazione e prostata

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Coda alla prima parte del racconto per chi non lo avesse già letto. Di colpo, avvertii che in breve non sarei più stato in grado di controllarmi le due dita che mi storie di massaggio infermiera prostata il condotto anale mi stavano inesorabilmente procurando la fase pre orgasmica.

Feci finta di nulla e pensai:Se succede, spero che la infermiera sia pronta con il fazzolettone. E con la coda di un occhio semi chiuso notai che era effettivamente pronta. Invece, guardava attentamente la dottoressa e la sua mano infilata tra i miei glutei: forse vuole imparare anche lei, storie di massaggio infermiera prostata dissi. Per darmi un contegno e non metterle magari in imbarazzo, chiusi gli occhi.

Pensai che fossero molto professionali e che per loro, probabilmente, si trattava di reazioni normali nella circostanza, già sperimentate chissà quante volte con altri pazienti.

La visita proseguiva. Forse ha finito, congetturai. Fui smentito qualche secondo dopo perché le dita, dolcemente come erano uscite, vennero reintrodotte.

Sta bene? Normalmente, risposi. Ho visto che ha chiuso gli occhi non si sente male? No, finora no. Mi serve per rilassarmi dai riflessi condizionati. Giuliana, per favore -si rivolse alla infermiera la dottoressa- mi serve una ulteriore spruzzata di lubrificante. Ci sono delle resistenze. Sentii che estraeva ancora il dito.

Apprezzai la delicatezza. Voleva entrare senza disturbarmi. Mi venne di pensare a dei preliminari arzigogolati: eccitazione, raffreddamento, nuova eccitazione, di nuovo raffreddamento. Nella mente, mulinelli erotici. Difatti, risentii la mano infilarsi tra i glutei ed ebbi la sensazione di freddo della sostanza oleosa. Prima era calda. La avevo riscaldata nelle viscere. Realizzai che questa volta mi stava visitando con un dito solo, non più con due. Ebbi una reazione di rigetto al freddo, che cercai di controllare.

Mi dissi: non soffermarti a riviverla adesso. Non è il momento di sovrapporre una nuova eccitazione mentale a questa fisica. E scacciai il ricordo. Il lubrificante era stato molto più abbondante. Giuliana doveva sapere il fatto suo come lubrificatrice. Il dito medio rifece tutto il giro dello sfintere, molto in fondo.

Una vibrazione si trasmise immediatamente al membro e sentii che sussultava, mio malgrado. Era ancora in stato di quiete, ma stava storie di massaggio infermiera prostata. Socchiusi appena le palpebre e guardai di sottecchi le due donne. La dottoressa continuava e mi accorsi che guardava con attenzione i movimenti del membro.

Dopo un poco disse: Giuliana, per favore, vuole tenere fermo lei?. Pensai ad un doppio riflesso condizionato: al mio che si trasmetteva alla sua mano. O forse viceversa. Nel rapporto sessuale -mi si rivolse la dottoressa- eiacula normalmente? O fa fatica?. Mi sembra normalmente ma non ho un termine di paragone. Dopo quanto tempo? Un minuto, due, cinque, di più? Il dito continuava a scorrere avanti e indietro, con molta lentezza, storie di massaggio infermiera prostata se cercasse di individuare qualcosa di anomalo.

Penetrava fino in fondo, tanto che sentivo come attacco il palmo della dottoressa. Poi si ritraeva, con movimento uniforme. Usciva del tutto e poi riaffondava: non avevo più riflessi condizionati di respingimento o di restringimento del mio ano sul dito.

Si stava evidentemente assuefacendo. Merito della lubrificazione molto abbondante, mi dissi. Cominciavo ad avvertire un storie di massaggio infermiera prostata piacere, ma cercavo di non collaborare con la mente, anche se in essa si alternavano dei flash con N.

Se sono con una persona che mi piace anche una mezza ora, più o meno, risposi imbarazzato. E quando viene, ha eiaculazione abbondante, scarsa, appena appena?

Non ho mai misurato la quantità, a essere sincero. Intervenne Giuliana, infermiera: quando si fa una masturbazione, quanto sperma le viene nella mano? Da parecchi anni non mi masturbo. Non era affatto vero, ma mi parve una domanda che presupponeva anche una affermazione indiscreta, pertanto mentii.

La dottoressa: nel rapporto, pratica anche quello orale? Alludo alla donna nei suoi confronti. Solo quando lei è in astinenza da parecchio. Non lo gradisce molto, è rimasta abbastanza alla antica come donna. E lo sperma, lo tiene in bocca o lo sputa? Per capire la quantità: storie di massaggio infermiera prostata importante ai fini diagnostici. Giuliana è intenta a tenere fermo il fazzolettone sul membro che con tali discorsi è sempre più in subbuglio e sussulta: mi sembra che non lo tenga fermo passivamente, ma che faccia anche delle carezzine lungo tutto lo stesso.

O forse è una mia impressione. O è la mia eccitazione, oramai evidente che le si trasmette. Mi dico che la sta forse assorbendo, magari involontariamente: sono i rischi del mestiere, ipotizzo. Faccia conto una ottantina, cento gocce Lei sorride senza guardarmi e domanda: ha anche rapporti omosessuali?

Ci pensi prima di rispondere. Sto in silenzio e mi scopro a gustare il dito che entra ed esce. Niente male, mi sorprendo a riflettere. Sensazioni mai provate, prima volta. Attualmente no, non ho esperienze omosessuali. E in passato? La dottoressa mi guarda io guardo lei a occhi socchiusi e sento che il dito accelera leggermente il suo metodico andirivieni.

Comincio a credere che si diverta a stuzzicarmi, ma rifiuto lidea poco professionale. Da ragazzotto. Attivo, passivo? Passivo, una sola volta, per curiosità, con uno più grande che mi insegnava. Il dito, mi dico maliziosamente, aumenta il ritmo e alterna alcuni colpi veloci ad altri più lenti.

Arrivava a provare orgasmo?. Sento che la mia eccitazione è in crescendo, tanto cerebrale quanto concreta. Giuliana ora non si limita storie di massaggio infermiera prostata tenere fermo il fazzolettone a nascondere il pene eretto. Ha lasciato che scivolasse via, sul lettino, e il membro eretto lo nasconde nella sua mano.

Mia impressione, probabilmente: ma mi storie di massaggio infermiera prostata che lo stia accarezzando lievemente con i polpastrelli. Mi accorgo che anche la sua mano è irrorata di lubrificante; deve esserselo messo storie di massaggio infermiera prostata avevo gli occhi chiusi. Lho provato. Solo facendosi ehm, sodomizzare? E il dito va avanti e indietro, metodicamente. Ma non sapevo cosa volesse dire sodomizzare. In quanto tempo? Forse otto, dieci minuti. Ma mentre lo sodomizzava, il partner, con una mano non lo masturbava, anche, per accrescere la sua eccitazione?

Come sta facendo adesso la Giuliana? In effetti, seguendo professionalmente la conversazione, Giuliana sta proprio facendomi una masturbazione con la mano che scorre piacevolmente. Direi con una certa maestria. Probabilmente un esercizio perfezionato con il numero dei pazienti, mi dico.