Il cancro alla prostata viroterapia

Tumore alla Prostata: nuovi farmaci ormonali orali pre-chemioterapia

SDA nel trattamento del cancro alla prostata

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Comitati regionali. La nostra storia. Come sosteniamo la ricerca. Cosa finanziamo. Come diffondiamo l'informazione scientifica. Ultimo aggiornamento: 8 gennaio Gli echovirus sono stati isolati nelle feci di alcuni bambini, in cui causano episodi febbrili acuti. Uno di questi virus, ECHO-7, era stato somministrato a pochi pazienti con tumore in stadio avanzato.

Il virus non era risultato pericoloso per il paziente e in alcuni casi era stata notata una riduzione del tumore.

Dopo anni di oblio, l'interesse per le ricerche di Ania Muceniece si è risvegliato negli anni ' Si tratta di studi retrospettivi con pochi casi: qualche paziente che aveva anche assunto il preparato viroterapico insieme a molti altri farmaci ha segnalato un miglioramento.

Ovviamente non è possibile, in questi casi, attribuire i risultati a un trattamento piuttosto che all'altro. Mancano completamente studi di fase 3 il livello più alto tra quelli richiesti per la commercializzazione di un farmacorandomizzati controllati, ossia studi in cui i pazienti vengono divisi in modo casuale random in due gruppi, uno che riceve la terapia in studio, l'altro, di controllo, che riceve un trattamento standard, un placebo o nessuna terapia.

Nel alcune associazioni il cancro alla prostata viroterapia, tra cui quella degli oncologi, hanno scritto al Ministero della Salute criticando il fatto che tale cura fosse inclusa tra i farmaci rimborsati dal sistema sanitario della Lettonia, il che, in base alle norme europee, potrebbe aprire la porta ad approvazioni sull'intero territorio europeo di una cura di non provata efficacia. I dati utilizzati per ottenere il brevetto non sono stati infatti ritenuti sufficienti per ottenere l'approvazione alla commercializzazione negli Stati Uniti e in Giappone.

Nonostante in Lettonia la cura sia registrata solo per il trattamento del melanoma, chi la pubblicizza la propone anche per il tumore del seno, della prostata, del polmone, del fegato e molti altri. Non sono mai stati pubblicati su riviste scientifiche dati che dimostrino l'efficacia della terapia in nessuno di questi tumori. A sostegno della terapia vengono portate solo testimonianze di pazienti che dicono di essere guariti.

È il cancro alla prostata viroterapia far notare come alcuni di questi pazienti avessero un melanoma a uno stadio iniziale e abbiano usato il preparato solo dopo la rimozione chirurgica del tumore: in questi casi, normalmente, l'intervento chirurgico è risolutivo e non il cancro alla prostata viroterapia necessaria alcuna terapia.

Le storie di queste persone non sono quindi prove di il cancro alla prostata viroterapia della cura. Non a caso, il preparato è venduto anche su siti o in cliniche dove vengono proposte altre terapie prive di presupposti scientifici. Questi virus "preferiscono" le cellule tumorali a quelle sane perché le prime perdono alcuni sistemi di difesa.

Un esempio di virus che infetta più facilmente le cellule tumorali di quelle sane è il virus della parotite orecchioni. Altri virus, come il virus del morbillo, possono essere modificati in laboratorio perché il cancro alla prostata viroterapia le cellule tumorali. Utilizzando metodi di ingegneria genetica per modificare i virus, il cancro alla prostata viroterapia ricercatori hanno iniziato a valutare la viroterapia oncolitica in cellule tumorali coltivate in laboratorio. La messa a punto della viroterapia oncolitica non è semplice.

Bisogna selezionare un virus che, per sua natura o dopo essere stato modificato, risulti "attenuato", ossia incapace di provocare i danni tipici di un'infezione virale. Mentre per curare un melanoma è possibile iniettare il virus direttamente nella massa, per curare un tumore che il cancro alla prostata viroterapia all'interno del corpo e ha formato metastasi è necessario somministrarlo all'intero organismo.

Poiché il virus iniettato in vena viene subito catturato dai globuli bianchi, è necessario modificare il virus per impedire che venga "sequestrato" dai meccanismi di difesa. Esistono ovviamente dei rischi legati all'utilizzo dei virus. Si tratta infatti di organismi che hanno la capacità di mutare: non è possibile escludere che il virus iniettato il cancro alla prostata viroterapia un paziente acquisti di nuovo la capacità di provocare i danni tipici dell'infezione virale.

La somministrazione di farmaci assieme ai virus per potenziare la sua diffusione potrebbe favorire l'infezione delle cellule sane. Il cancro alla prostata viroterapia concentrazioni di virus necessarie per distruggere il tumore sono probabilmente molto alte e queste dosi potrebbero risultare tossiche per l'organismo. Anche la manipolazione genetica dei virus potrebbe portare a tossicità inattese.

Pur tuttavia la ricerca ha già contribuito a ridurre parte di questi rischi, al fine di rendere questi trattamenti il più possibile sicuri. Sono in corso numerose sperimentazioni.

Risultati promettenti sono stati raggiunti per il melanoma, iniettando direttamente nel tumore un Herpes virus geneticamente modificato. Questo, oltre a distruggere le cellule, rilascia una proteina chiamata GM-CSF che stimola il sistema immunitario. In uno studio che ha coinvolto più di pazienti con melanoma, metà sono stati trattati col virus e metà con la proteina GM-CSF. I ricercatori hanno usato il virus del morbillo il cancro alla prostata viroterapia modificato per trattare due donne colpite da mieloma multiplo metastatico a uno stadio molto avanzato.

È stato scelto il virus del morbillo perché preferisce infettare le cellule del midollo osseola sede da cui originano le cellule di mieloma. Dopo il trattamento il cancro alla prostata viroterapia dosi elevatissime di virus oncolitico, i tumori sono regrediti. In una paziente il tumore è tornato a peggiorare dopo soli due mesi, mentre nell'altra l'effetto è durato più di sei mesi. Quando la notizia di questo studio è uscita sui giornali, l'informazione è stata stravolta ed è stato detto che il virus del morbillo cura i tumori.

Il virus utilizzato nello studio era una forma modificata del virus del morbillo e non la forma comune. Inoltre ne era stata usata una quantità pari a quella necessaria per vaccinare 10 milioni di persone. È stato anche sottolineato che, per evitare che fossero presenti anticorpi contro il morbillo, erano state scelte pazienti il cancro alla prostata viroterapia vaccinate. Tuttavia c'è ancora molta sperimentazione da fare prima di un ampio utilizzo in clinica.

Finora sono stati raggiunti buoni risultati nel trattamento dei tumori negli animali di laboratorio. Non ci sono pubblicazioni su riviste scientifiche internazionali di buona qualità che consentano ai medici e agli scienziati competenti di affermare che il Rigvir sia in grado di curare il melanoma o altri il cancro alla prostata viroterapia.

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Autori: Agenzia Zoe.